L’insegnante di religione cattolica

L

Intesa MIUR-CEI per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, 2012

2.5. L’insegnamento della religione cattolica è impartito da insegnanti in possesso di idoneità riconosciuta dall’ordinario diocesano e da esso non revocata, nominati, d’intesa con l’ordinario diocesano, dalle competenti autorità scolastiche ai sensi della normativa statale. Ai fini del raggiungimento dell’intesa per la nomina e l’assunzione dei singoli docenti l’ordinario diocesano, ricevuta comunicazione dall’autorità scolastica delle esigenze anche orarie relative all’insegnamento in ciascuna istituzione scolastica, propone i nominativi delle persone ritenute idonee e in possesso dei titoli di qualificazione professionale di cui al successivo punto 4.

2.6. Nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie, in conformità a quanto disposto dal n. 5, lettera a), secondo comma, del protocollo addizionale, l’insegnamento della religione cattolica, nell’ambito di ogni istituzione scolastica, può essere affidato dall’autorità scolastica, sentito l’ordinario diocesano, agli insegnanti della sezione o della classe riconosciuti idonei e disposti a svolgerlo, i quali possono revocare la propria disponibilità prima dell’inizio dell’anno scolastico.

2.7. Il riconoscimento di idoneità all’insegnamento della religione cattolica ha effetto permanente salvo revoca da parte dell’ordinario diocesano.

4.2. Per l’insegnamento della religione cattolica si richiede il possesso di uno dei titoli di qualificazione professionale di seguito indicati:

4.2.2. Nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie l’insegnamento della religione cattolica può essere impartito:

a) da insegnanti in possesso di uno dei titoli di qualificazione di cui al punto 4.2.1.;

b) da sacerdoti, diaconi o religiosi in possesso di qualificazione riconosciuta dalla Conferenza episcopale italiana in attuazione del can. 804, par. 1, del Codice di diritto canonico e attestata dall’ordinario diocesano.

L’insegnamento della religione cattolica può essere altresì impartito, ai sensi del punto 2.6, da insegnanti della sezione o della classe purché in possesso di uno specifico master di secondo livello per l’insegnamento della religione cattolica approvato dalla Conferenza episcopale italiana.

4.3.1. A decorrere dall’entrata in vigore della presente intesa e fino al termine dell’anno scolastico 2016-2017, l’insegnamento della religione cattolica può essere affidato, fermo il riconoscimento di idoneità di cui al punto 2.5.:

b) nelle scuole dell’infanzia e primarie:

b.1) a coloro che siano in possesso di un diploma di scienze religiose rilasciato, entro l’ultima sessione dell’anno accademico 2013-14, da un istituto di scienze religiose riconosciuto dalla Conferenza episcopale italiana;

b.2) agli insegnanti della sezione o della classe che abbiano impartito l’insegnamento della religione cattolica continuativamente per almeno un anno scolastico nel corso del quinquennio 2007 -2012;

b.3) a coloro che abbiano frequentato nel corso dell’istituto magistrale l’insegnamento della religione cattolica e abbiano impartito l’insegnamento della religione cattolica continuativamente per almeno un anno scolastico nel corso del quinquennio 2007-2012.

 

La scuola cattolica risorsa educativa della chiesa locale per la società. Nota pastorale. Conferenza Episcopale Italiana 2014.
  1. Da questa particolare cura per l’insegnamento della religione cattolica discende una speciale attenzione alla qualificazione dei rispettivi docenti, anche al di là del richiesto riconoscimento di idoneità rilasciato dall’Ordinario diocesano e dei competenti titoli di studio attualmente richiesti per questo delicato servizio scolastico.

  • Educare al dialogo interculturale nella scuola cattolica. Vivere insieme per una civiltà dell’amore. Congregazione per l’educazione cattolica, 2013.

71. Il passaggio culturale odierno presenta evidenti segni di oscillazione tra dialogo e scontro. Ed è soprattutto in presenza di questa crisi di orientamento che il contributo dei cristiani appare come fattore indispensabile. E’ fondamentale, quindi, che da parte sua la religione cattolica sia segno ispiratore del dialogo, perché si può senz’altro affermare che il messaggio cristiano mai è stato così universale e decisivo come oggi.

72. Attraverso la religione, dunque, può passare la testimonianza-messaggio di un umanesimo integrale, alimentato dalla propria identità e dalla valorizzazione delle sue grandi tradizioni, come la fede, il rispetto della vita umana dal concepimento alla sua fine naturale, della famiglia, della comunità, dell’educazione e del lavoro: occasioni e strumenti non di chiusura ma di apertura e dialogo con tutti e con tutto ciò che conduce verso il bene e la verità. Il dialogo resta l’unica soluzione possibile, anche di fronte alla negazione della religiosità, all’ateismo, all’agnosticismo.

73. In questo orizzonte, assume un significativo ruolo l’insegnamento scolastico della religione cattolica. Esso, anzitutto, è un aspetto del diritto all’educazione che ha alla base una concezione antropologica aperta alla dimensione trascendente dell’uomo e della donna. Unito a una formazione morale, favorisce anche lo sviluppo della responsabilità personale e sociale e le altre virtù civiche per il bene comune della società.

74. Occorre, inoltre, rilevare che l’insegnamento scolastico della religione cattolica ha finalità specifiche rispetto alla catechesi. Questa, infatti, promuove l’adesione personale a Cristo e la maturazione della vita cristiana. L’insegnamento scolastico, invece, trasmette agli alunni le conoscenze sull’identità del cristianesimo e della vita cristiana. In tale modo, si prefigge «di allargare gli spazi della nostra razionalità, riaprirla alle grandi questioni del vero e del bene, coniugare tra loro la teologia, la filosofia e le scienze, nel pieno rispetto dei loro metodi propri e della loro reciproca autonomia, ma anche nella consapevolezza della loro intrinseca unità che le tiene insieme. La dimensione religiosa, infatti, è intrinseca al fatto culturale, concorre alla formazione globale della persona e permette di trasformare la conoscenza in sapienza di vita».

Pertanto, con l’insegnamento della religione cattolica «la scuola e la società si arricchiscono di veri laboratori di cultura e di umanità, nei quali, decifrando l’apporto significativo del cristianesimo, si abilita la persona a scoprire il bene e a crescere nella responsabilità, a ricercare il confronto e a raffinare il senso critico, ad attingere dai doni del passato per meglio comprendere il presente e proiettarsi consapevolmente verso il futuro» (Benedetto XVI, Discorso agli insegnanti di religione cattolica, 2009).

75. In conseguenza, per raggiungere gli obbiettivi di un allargamento degli spazi della nostra razionalità e per sostenere con capacità il dialogo interdisciplinare e quello interculturale, appare efficace l’insegnamento confessionale della religione. Infatti, «si potrebbe anche creare confusione o generare relativismo o indifferentismo religioso se l’insegnamento della religione fosse limitato ad un’esposizione delle diverse religioni, in un modo comparativo e ‘neutro’» (Congregazione per l’educazione cattolica, Lettera circolare ai Presidenti delle Conferenze Episcopali, n. 12).