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CONGREGAZIONE PER L’EDUCAZIONE CATTOLICA, Educare al dialogo interculturale nella scuola cattolica. Vivere insieme per una civiltà dell’amore. 2013.
13. Al riguardo, la Chiesa cattolica sente sempre più importante il bisogno di un dialogo che, a partire dalla coscienza della identità della propria fede, possa aiutare le persone a entrare in contatto con le altre religioni. Dialogo indica non solo il colloquio, ma anche l’insieme dei rapporti interreligiosi, positivi e costruttivi, con persone e comunità di altre credenze, per una mutua conoscenza.
Il dialogo con persone e comunità di altre religioni è motivato dal fatto che siamo tutti creature di Dio, che Dio è all’opera in ogni persona umana, la quale attraverso la ragione percepisce il mistero di Dio e riconosce i valori universali. Inoltre, il dialogo trova ragione nella ricerca del patrimonio di valori etici comuni presenti nelle diverse tradizioni religiose al fine di contribuire come credenti all’affermazione del bene comune, della giustizia e della pace.
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Conferenza Episcopale Italiana, Educare alla vita buona del Vangelo. Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio 2010-2020, 2010.
- In questo tempo di grande mobilità dei popoli, la Chiesa è sollecitata a promuovere l’incontro e l’accoglienza tra gli uomini: «i vari popoli costituiscono infatti una sola comunità. Essi hanno una sola origine». In tale prospettiva, la nostra attenzione si rivolge in modo particolare al fenomeno delle migrazioni di persone e famiglie, provenienti da culture e religioni diverse. Esso fa emergere opportunità e problemi di integrazione, nella scuola come nel mondo del lavoro e nella società. Per la Chiesa e per il Paese si tratta senza dubbio di una delle più grandi sfide educative.
All’accoglienza deve seguire la capacità di gestire la compresenza di culture, credenze ed espressioni religiose diverse. Purtroppo si registrano forme di intolleranza e di conflitto, che talora sfociano anche in manifestazioni violente. L’opera educativa deve tener conto di questa situazione e aiutare a superare paure, pregiudizi e diffidenze, promuovendo la mutua conoscenza, il dialogo e la collaborazione. Particolare attenzione va riservata al numero crescente di minori, nati in Italia, figli di stranieri. L’acquisizione di uno spirito critico e l’apertura al dialogo, accompagnati da una maggiore consapevolezza e testimonianza della propria identità storica, culturale e religiosa, contribuiscono a far crescere personalità solide, allo stesso tempo disponibili all’accoglienza e capaci di favorire processi di integrazione.
La comunità cristiana educa a riconoscere in ogni straniero una persona dotata di dignità inviolabile, portatrice di una propria spiritualità e di un’umanità fatta di sogni, speranze e progetti.
Molti di coloro che giungono da lontano sono fratelli nella stessa fede: come tali la Chiesa li accoglie, condividendo con loro anche l’annuncio e la testimonianza del Vangelo.
L’approccio educativo al fenomeno dell’immigrazione può essere la chiave che spalanca la porta a un futuro ricco di risorse e spiritualmente fecondo.