Corresponsabilità educativa e pastorale nelle scuole cattoliche

C
  • La scuola cattolica risorsa educativa della chiesa locale per la società. Nota pastorale. Conferenza Episcopale Italiana 2014.
  1. Poiché le scuole cattoliche esistono per la libera scelta delle famiglie cattoliche di iscrivervi i propri figli, ai genitori deve essere rivolta un’attenzione pastorale del tutto particolare, a partire dall’offrire loro informazioni chiare e sicure sull’entità, il valore, il progetto formativo, i servizi della scuola e gli impegni conseguenti all’adesione a essa.Per parte sua ogni scuola cattolica sa che può e deve diventare luogo nel quale soprattutto ai genitori si offrono occasioni significative di incontro per confrontarsi sui problemi dell’educare che la scuola affronta giorno dopo giorno. E sono certamente degni di particolare apprezzamento i gestori di scuole cattoliche che nel loro ordinamento interno prevedono competenze e ruoli a servizio specifico della crescita spirituale, religiosa, affettiva e sociale dei diversi membri della comunità educativa.
  • Carta del Coordinamento delle scuole FISM

L’alleanza educativa con la famiglia comporta che la scuola si impegni a “sostenere la consapevolezza dinamica dell’ispirazione …. quale espressione educativa di una comunità, che propone atteggiamenti di bontà, servizio, mitezza, accoglienza. Tale identità va proposta anche ai genitori, comunque primi educatori dei loro figli, perché la loro scelta scolastica sia altrettanto consapevole, in un contesto sociale e culturale che spesso propone, di fatto, atteggiamenti diversi, se non addirittura alternativi”.

 

Dott. Sergio Cicatelli nel Seminario nazionale FISM (Roma 28/29 novembre 2009

“Partecipazione, cooperazione, corresponsabilità: sono le tappe di un percorso caratterizzato da un coinvolgimento sempre più incisivo nell’azione educativa, che trasferisce i genitori (è a loro che principalmente ci riferiamo) nel cuore dell’educazione. Non si tratta di mera partecipazione alle attività scolastiche (che lascerebbe i genitori nella condizione di semplici ospiti, per di più occasionali); nemmeno si tratta di cooperare (in una condizione di persistente subordinazione) alla vita della scuola, intervenendo ancora una volta in forma episodica e strumentale; si tratta invece di sentirsi corresponsabili, con una sollecitazione che coinvolge l’essere delle persone, non il loro fare, dare o avere.  La partecipazione può essere richiesta per legge, la cooperazione può essere una cortesia, la corresponsabilità è il coinvolgimento pieno e totale di chi scopre di essere coprotagonista di un’azione nata anche dalla sua iniziativa”.

  • Riflessioni per un progetto educativo, documento – ad uso interno – della Commissione pedagogica lombarda elaborato nel triennio 2012-2015.

Va dunque praticato:

    • il riconoscimento del genitore come interlocutore privilegiato per una approfondita conoscenza del bambino attraverso la ricerca del dialogo fatto di “ascolto” più che di “consegne”
    • va coltivata l’ospitalità come capacita di riflettere sulla propria dimensione organizzativa
    • si esplicitano le   scelte metodologiche per favorire il coinvolgimento attivo delle famiglie
    • si promuovono   momenti formativi di sostegno alla genitorialità;
    • è costante la ricerca della partecipazione delle famiglie alla vita della scuola non solo attraverso il rispetto normato dagli organi collegiali, ma anche con le occasioni di incontro: feste, gite, eventi del territorio per le quali è necessario saper “perdere tempo” per dedicarsi alle persone più che alle cose
    • va particolarmente la documentazione da parte del collegio docenti del percorso educativo didattico per coinvolgere i genitori nella esperienza scolastica dei figli (album personale del bambino, foto, mostre, DVD, ecc…)