art.1 dello Statuto FISM
“Le scuole FISM sono portatrici di un orientamento pedagogico d’impronta cristiana e umanistica e – per questa stessa ragione- capace di parlare a tutto l’uomo e a tutti gli uomini. Infatti esse si qualificano autonome e orientano la loro attività alla educazione integrale della personalità del bambino, in una visione cristiana dell’uomo del mondo e della vita”.
Riflessioni per un progetto educativo, documento – ad uso interno – della Commissione pedagogica lombarda elaborato nel triennio 2012-2015.
La valorizzazione delle diverseabilità: l’inclusione degli alunni diversamente abili.
Il progetto educativo dovrà rendere esplicito il valore dell’inclusione come risposta ai bisogni educativi di ogni bambino e come particolare attenzione alle diverse abilità di ognuno e alla disabilità. La scuola come comunità educante è chiamata ad accogliere tutti i bambini nello sforzo quotidiano di costruire relazioni e situazioni pedagogiche tali da consentire lo sviluppo del potenziale umano di ogni persona.
Per questo il diritto all’accoglienza e all’inclusione dei bambini disabili non può identificarsi con un bisogno assistenziale, bensì con un bisogno educativo che trova in un’attenta osservazione e nel Progetto Educativo Individualizzato gli strumenti fondamentali della propria prassi.
Grazie ad essi, infatti, il bambino ha l’opportunità di vivere un contesto adeguato, flessibile e organizzato dove crescere, acquisire conoscenze, abilità e autonomie nel rispetto delle proprie capacità individuali. Emerge cosi essenziale per la scuola garantire una rete di rapporti positivi con gli specialisti, con gli enti del territorio e soprattutto con la famiglia; tali rapporti permettono alla comunità educante di rispondere al proprio compito istituzionale. Per questo il progetto educativo dovrà declinare l’idea di scuola inclusiva come scuola capace di chinarsi su tutti i bisogni dei bambini
L’accoglienza degli alunni stranieri
La situazione attuale vede la scuola confrontarsi con una società pluralista caratterizzata da migrazioni internazionali che portano nella società nuove culture. Siamo in una società multiculturale dove la scuola è chiamata ad elaborare (dopo aver conosciuto bisogni e risorse), attuare (attraverso l’azione didattica e organizzativa) e vivere (assumendo stili e atteggiamenti) un progetto che , prendendo atto delle differenze che caratterizzano la storia di ogni persona, ponga le basi per la valorizzazione delle diversità e permetta e favorisca il dialogo “con” e “tra” persone e “con” e “tra” culture.
La linea educativa che dobbiamo assumere è l’ottica interculturale che evita divisioni e separazioni e permette a tutti di sentirsi accolti in una comunità.
Il progetto interculturale presuppone un riferimento comune che permetta non solo il dialogo, ma anche la condivisione di principi e quadri valoriali che stanno a fondamento del progetto scuola e dell’azione educativa .
I riferimenti comuni sono dati dalla “Costituzione”, dalle “Dichiarazioni internazionali” dei diritti dell’Uomo e dell’infanzia e illuminati dalla luce del Vangelo
La persona diventa il riferimento transculturale
La proposta educativa mette al centro la persona e la sua libertà, connota e valorizza la scuola di ispirazione cristiana e ne dichiara l’identità. La persona, ogni persona, è valore di per sé e ha una dignità che non può essere tolta e/ negata a nessuno .L’attenzione della scuola alla persona come valore si traduce nell’ accoglienza di ogni bambino considerato nella sua specificità e originalità.
Accogliere la persona significa:
- accogliere la sua storia che è frutto della cultura che caratterizza il suo ambiente di vita
- intraprendere insieme un percorso