La struttura e l’articolazione del Sistema Fism

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  • La FISM e il sistema delle scuole dell’infanzia associate. Appartenenza e promozione, 2016.

Per favorire la concreta realizzazione del Progetto Educativo delle scuole FISM – che si distingue per l’originalità della sua proposta formativa, per la connotazione ecclesiale e comunitaria, per la rigorosità scientifica e pedagogica, per il significato sociale e civile – è necessario un solido supporto organizzativo che lo Statuto nazionale ha configurato in un Sistema, al servizio delle scuole, coerente al suo interno e articolato su tre livelli: nazionale, regionale e provinciale. Per ciascuno di tali livelli sono previsti gli organi responsabili e le loro funzioni. Il Sistema si fonda sul concreto coordinamento organico, unitario e funzionale di persone, competenze e risorse finalizzato al raggiungimento dello scopo sociale dello stesso Sistema.

Ciò implica corresponsabilità, collaborazione, condivisione di comuni obiettivi, unitarietà di intenti da parte di tutti e di ciascuno. Presupposto, questo, da non intendersi in termini di omologazione o centralismo rispetto alla specificità dell’autonomia delle singole scuole ma, al contrario, come uno snodo cruciale per la realizzazione della qualità del servizio che le scuole sono chiamate a erogare. Un obiettivo, dunque, irrinunciabile per la stessa sopravvivenza delle scuole e del Sistema; un obiettivo al quale tendere e sul quale investire in modo convinto e con la consapevolezza della necessità di individuare modi e forme differenziate, realisticamente adattate alle specifiche realtà territoriali, cercando di raggiungere progressivamente livelli ottimali di organizzazione e di funzionamento. Questo percorso di miglioramento continuo sarà facilitato e sostenuto attraverso l’importante contributo dei Referenti regionali – sia del Settore pedagogico che di quello gestionale – che rivestono un ruolo strategico configurandosi come interfaccia e punto di incontro e di scambio tra gli indirizzi nazionali e le realtà locali.

La FISM si propone di favorire e promuovere la qualità delle scuole rafforzando sempre più un sistema di scambio e di confronto tra le scuole stesse. Queste, pur mantenendo doverosamente la loro autonomia, sono in grado di presentarsi come una rete di scuole, garantendo ovunque requisiti e risultati diffusi e qualitativamente sostenibili. L’intervento della FISM nei confronti delle scuole si pone sempre nella logica del servizio e del sostegno affinché le stesse siano in grado di realizzare al meglio le proprie finalità.

Si richiamano sinteticamente qui di seguito i diversi livelli della struttura organizzativa della FISM con l’indicazione delle rispettive principali funzioni e attività.

LIVELLO NAZIONALE

1) Le linee di indirizzo politico-istituzionale della FISM sono definite da:

  • il Congresso Nazionale, si celebra ogni quattro anni, elabora e approva le linee programmatiche della Federazione ed elegge il Presidente e il Vice Presidente, il Consiglio Nazionale, il Collegio dei Revisori dei Conti e il Collegio dei Probiviri.
  • Il Consiglio Nazionale, esercita il potere di indirizzo per quanto riguarda le linee politiche e gli aspetti progettuali e organizzativi della Federazione attraverso:

– l’elezione del Segretario Nazionale;

– la nomina della Segreteria;

– le delibere su vari argomenti che vincolano o impegnano la Segreteria e il Segretario Nazionale.

  • Il Presidente Nazionale, presiede il Consiglio Nazionale, rappresenta l’unità della Federazione e vigila sul rispetto dello Statuto; in caso di assenza o di impedimento il Presidente è sostituito dal Vice Presidente.
  • Il Collegio dei Revisori dei Conti, controlla l’amministrazione economica della Federazione.
  • Il Collegio dei Probiviri, ha la funzione di componimento di eventuali controversie interne.

2) Il governo e la direzione della FISM sono esercitate da:

  • il Segretario Nazionale, eletto dal Consiglio Nazionale, è il rappresentante legale della Federazione, ha la responsabilità della politica federativa e ne dirige l’attività.
  • La Segreteria Nazionale, è l’organo propulsivo della Federazione, elabora e adotta tutti i provvedimenti per il perseguimento ottimale delle finalità federative in adesione alle deliberazioni del Congresso Nazionale e del Consiglio Nazionale.

Alla Segreteria e alle riunioni del Consiglio Nazionale partecipa anche il Consulente ecclesiastico nazionale, designato dalla competente Autorità ecclesiastica. Il consulente ecclesiastico garantisce l’ispirazione cristiana e favorisce la conoscenza e la condivisione degli orientamenti pastorali della Chiesa italiana in relazione ai temi dell’educazione.

Il Consiglio Nazionale e la Segreteria Nazionale si avvalgono della collaborazione del Settore pedagogico e del Settore gestionale a loro volta articolati, rispettivamente, nella Commissione tecnica del Settore pedagogico e nella Commissione tecnica del Settore gestionale: entrambe nominate dalla Segreteria nazionale e presiedute dal Responsabile del rispettivo Settore, elaborano e propongono rispettivamente gli indirizzi pedagogici e gestionali e coordinano il gruppo dei Referenti regionali del Settore.

LIVELLO REGIONALE

La FISM nazionale ha nel livello regionale l’anello di raccordo, scambio e proposta tra il livello nazionale e il livello provinciale.

1) Le linee di indirizzo politico-istituzionale della FISM regionale sono esercitate da:

  • il Consiglio regionale, costituito dai Presidenti delle Federazioni provinciali, da un numero di consiglieri in rapporto al numero delle scuole federate e dai consiglieri nazionali della Regione, ha compiti di coordinamento e rappresentanza delle Federazioni provinciali. Il Consiglio, inoltre, elabora le linee programmatiche e attua i necessari adattamenti delle linee nazionali ai bisogni della Regione.

2) Il governo e la direzione della FISM regionale sono esercitate da:

  • il Presidente regionale, eletto dal Consiglio regionale, rappresenta la FISM regionale, presiede il Consiglio e governa il sistema FISM della Regione.
  • Il Direttivo regionale, composto dal Presidente regionale e dai consiglieri eletti secondo Statuto regionale, attua le deliberazioni del Consiglio regionale e quelle della Segreteria Nazionale.

Il Consiglio regionale e il Direttivo regionale possono avvalersi della collaborazione di una Commissione pedagogica e di una Commissione gestionale regionali. Il Consiglio regionale nomina i Referenti regionali per il Settore pedagogico e per quello gestionale che hanno il compito di raccordare le esigenze del territorio con le linee di indirizzo della Federazione e di portare al livello nazionale temi e problemi individuati dal Consiglio e/o dalle Commissioni regionali.

LIVELLO PROVINCIALE

1) Le linee di indirizzo politico-istituzionale della FISM provinciale sono esercitate da:

  • l’Assemblea provinciale, ha il compito di approvare lo Statuto, il Regolamento provinciale, il piano annuale delle attività, di eleggere i delegati per il Congresso nazionale e individuare le priorità di azione. L’Assemblea, nei tempi e nelle modalità stabilite dallo Statuto, elegge il Consiglio direttivo provinciale.

2) Il governo e la direzione della FISM provinciale sono esercitate da:

  • il Presidente provinciale, eletto dal Consiglio direttivo, rappresenta la FISM provinciale, presiede il Consiglio direttivo, dirige, coordina e governa il sistema provinciale.
  • Il Consiglio direttivo provinciale, traduce in programma le deliberazioni dell’Assemblea e ne individua le modalità di azione. Il Consiglio direttivo e il Presidente possono essere coadiuvati da una Commissione pedagogica e da una Commissione gestionale. Il Consiglio direttivo provinciale può istituire i Coordinamenti di rete, presieduti da un Coordinatore di rete.

 

A LIVELLO DI SCUOLA

L’organismo gestionale, a seconda della tipologia dell’Ente e dell’inquadramento giuridico, è chiamato a prendere decisioni organizzative e amministrative alla luce del Progetto Educativo del quale è titolare e custode.

In ogni scuola il legale rappresentante nomina un Coordinatore pedagogico-didattico, che può essere un docente. I docenti, sia a livello di Collegio sia a livello individuale, hanno la responsabilità di dare concretezza al Progetto Educativo attraverso l’azione pedagogicodidattica.

 

La scuola Cattolica risorsa educativa per la Chiesa locale per la società nota pastorale CEI 2014

I tratti caratteristici dell’identità della scuola cattolica sono quattro: l’originalità della proposta culturale, la connotazione ecclesiale, la connotazione comunitaria e il suo significato sociale e civile. Si sottolinea che questa identità deve essere presente e chiaramente pensata nella mente di quanti vi operano, esplicitamente dichiarata nei documenti ufficiali, condivisa e partecipata con le famiglie che la scelgono , concretamente realizzata nelle normali attività educative , costantemente testimoniata dagli operatori della scuola, assiduamente valutata e verificata.