Le finalità specifiche della scuola italiana

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  • Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Settembre 2012.

La scuola dell’infanzia si pone la finalità di promuovere nei bambini lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza e li avvia alla cittadinanza.

Consolidare l’identità significa vivere  serenamente  tutte  le  dimensioni del  proprio  io,  stare  bene,  essere rassicurati nella molteplicità del proprio fare e  sentire, sentirsi sicuri in  un ambiente  sociale allargato, imparare  a conoscersi  e ad  essere  riconosciuti  come  persona  unica e  irripetibile.  Vuol  dire  sperimentare  diversi ruoli e  forme  di  identità:  quelle  di  figlio,  alunno,  compagno,  maschio  o  femmina,  abitante  di  un  territorio, membro  di  un gruppo, appartenente a una  comunità sempre più  ampia  e plurale,  caratterizzata  da  valori  comuni, abitudini, linguaggi, riti, ruoli.

Sviluppare l’autonomia significa avere fiducia in sé e fidarsi degli altri; provare soddisfazione nel fare da sé e saper  chiedere  aiuto  o  poter  esprimere  insoddisfazione  e frustrazione  elaborando  progressivamente  risposte  e  strategie;  esprimere  sentimenti ed emozioni;  partecipare  alle decisioni  esprimendo  opinioni,  imparando ad operare scelte e ad assumere comportamenti e atteggiamenti sempre più consapevoli.

Acquisire competenze significa giocare, muoversi, manipolare, curiosare, domandare, imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e il  confronto tra proprietà,  quantità, caratteristiche, fatti; significa  ascoltare,  e comprendere, narrazioni e  discorsi, raccontare  e  rievocare  azioni  ed  esperienze  e tradurle in tracce personali e condivise; essere in grado di descrivere, rappresentare e immaginare, “ripetere”, con simulazioni e giochi di ruolo, situazioni ed eventi con linguaggi diversi.

Vivere le prime  esperienze  di cittadinanza significa scoprire l’altro da sé e attribuire progressiva importanza agli altri e ai loro bisogni;  rendersi  sempre meglio conto della  necessità  di stabilire regole condivise; implica il primo esercizio del dialogo che è fondato sulla reciprocità dell’ascolto, l’attenzione al punto di  vista  dell’altro  e alle  diversità  di  genere,  il  primo  riconoscimento di  diritti  e doveri uguali  per tutti;  significa porre  le fondamenta  di un  comportamento eticamente orientato,  rispettoso  degli altri,  dell’ambiente  e della natura.

Tali finalità sono perseguite attraverso l’organizzazione di un  ambiente  di vita,  di relazioni e  di  apprendimento  di  qualità,  garantito  dalla  professionalità  degli  operatori  e  dal  dialogo  sociale  ed  educativo  con  le famiglie e con la comunità.